Il suo tour, l’atmosfera di Sanremo e il suo libro “Il sole dentro” Con un calendario fitto di eventi dal vivo tra Europa e Italia abbiamo incontrato ai nostri microfoni il grande Maestro Albano Carrisi a Vallesaccarda, in provincia di Avellino, per l’unica tappa campana. Ancora una volta durante la serata ha spaziato dal pop alla romanza, dall’atmosfera festosa a quella più intima, accompagnato dal Maestro Alterisio Paoletti al pianoforte e tastiere, oltre che direttore musicale e arrangiatore, Adriano Pratesi alla chitarra, Arianna De Lucrezia Giulio al basso, Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria, Eleonora Montagnana al violino e dalle coriste Luana Heredia e Alessandra Puglisi. Lo spettacolo ha ripercorso la lunga carriera artistica attraverso i suoi celebri successi come “Nel sole”, “Felicità”, “Nostalgia canaglia”, “Amanda è libera”, “Va pensiero” e altri. Inizia la serata sulle note di “Volare” di Domenico Modugno per ricordare la nascita della sua vocazione per la musica ed omaggi anche ad Adriano Celentano sulle note di “Azzurro” e a Lucio Dalla sulle note di “Caruso”. Straordinaria la partecipazione anche del secondo figlio di Albano e Romina Power Yari Carrisi. 
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Ciao Albano, dopo l’emozionante live illuminato dalla notte e dalla magia di Pula in Croazia continua il tuo tour che stasera, 13 agosto, è approdato a Vallesaccarda in provincia di Avellino?
Una bella esperienza si va da una dimensione all’altra con una facilità pazzesca e una gioia sempre dentro di me. E tendo a distribuirla a chi è di fronte a me.
Sta riscuotendo uno strepitoso successo anche il tuo libro “Il sole dentro” che raffigura un Albano in purezza fiero di quello che è riuscito a diventare e convinto dei suoi valori. Sarebbe suol dire la vita di un artista che si ripercuote anche sul palco come un diarista…
Sai una reazione normale che mi è venuta spontanea anche mi era stato chiesto e poichè ho fatto tantissime interviste non mi ritrovo mai in quello che scrivono o perlomeno in tutto. E quindi scrivere la mia vita che nessuno meglio di me conosce nei dettagli, in tutte le angolature e nei momenti entusiasmanti, mi ha spinto alla stesura del libro della mia vita. Un libro autobiografico che contiene la fatica dell’immigrato, la riscossa sociale, la scoperta del mondo, la forte tempra contadina, la fede, l’arte e a famiglia numerosa.
Non ti è mancata mai la voglia di superare il successo e le disgrazie della tua vita.
Hai da sempre la sanremite acuta nonostante negli ultimi anni non ti hanno fatto partecipare tra i Big della kermesse italiana. Ma quest’anno c’è Stefano De Martino come Direttore Artistico cosa ne pensi?
Io quest’anno non ci sto pensando assolutamente a Sanremo e penso di averne fatti tanti, anzi penso di averne fatti più di tutti sia come concorrente che come artista invitato. A me è una dimensione canora che piace moltissimo perchè è un campionato delle sette note e vediamo come andrà nei prossimi anni, anche se sono arrivato a un punto della mia esistenza di farmi passare anche la sanremite acuta.
Un momento particolarmente emozionante è stato quando a “Io Canto Generation” hai riproposto in duetto con Fausto Leali l’inedito di Sanremo 2017 “Di rose e di spine” facendo emozionare l’intero pubblico. In quella serata hai detto “che non sarà l’ultima” e sarebbe bello pensare a un vostro featuring in futuro?
Fausto Leali è un mio grande amico e ci siamo quasi affacciati al grande successo nello stesso anno, nel 1967, ed è nata nel corso degli anni un’amicizia storica e nobile
Albano anche un pensiero al tuo amico recentemente scomparso Peppino Di Capri?
Eh Peppino di Capri è stata una colonna portante della musica leggera italiana dove abbiamo molto lavorato insieme e rischiavamo di diventare anche consuoceri avendo mia figlia un grande idillio amoroso con suo figlio di cui scherzavamo molto ma poi è finito tutto.
Ringraziamo l’artista Albano per la cordiale intervista e un sentito ringraziamento va anche al suo manager Alfonso. Auguriamo all’artista che il suo meritatissimo successo si elevi sempre più in alto.