Elena Morali, dal mondo della televisione alla passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture, racconta il suo percorso professionale e personale. Dall’esperienza decennale a Colorado ai progetti inediti, fino alla difficile esperienza dell’aggressione subita a Milano, la showgirl si confronta anche sul tema della violenza sulle donne. Nell’intervista a International Blog, emerge il ritratto di una donna che ha imparato a guardare la vita da una prospettiva diversa, dando sempre più valore al presente, agli affetti e alla libertà di esplorare il mondo.
Come ti descriveresti a chi ancora non ti conosce?
Una ragazza bionda, ma appassionata di storia e cultura. Viaggio per scoprire il mondo e, quando torno in Italia, mi destreggio tra contenuti per Instagram e progetti televisivi.
Qual è stata l’esperienza professionale più importante per te?
Professionalmente, direi Colorado, che in dieci anni mi ha dato la possibilità di imparare l’arte dell’improvvisazione.
Che cosa ti ha insegnato il mondo dello spettacolo?
Che tutto il mondo è paese e che, secondo me, la meritocrazia non sempre esiste. Bisogna lottare molto per ottenere poco.
Il 15 settembre 2026 hai raccontato di essere stata aggredita a Milano da un uomo che ha danneggiato la tua auto e ti ha rivolto insulti sessisti. Come stai oggi e che ricordo conservi di quei momenti?
Oggi provo ancora molta paura quando esco di casa. Mi sento come nel periodo in cui ero perseguitata da uno stalker, che fortunatamente è stato individuato dalla polizia dopo mesi. Mi guardo sempre le spalle e non sono mai serena a Milano. Di quei momenti conservo ricordi tristi e spaventosi, accompagnati da un senso di impotenza e ingiustizia. Tra l’altro, in questi giorni dovrò ritirare la macchina dopo le riparazioni, che mi sono costate parecchio. Anche questo aspetto mi sembra ingiusto.
La violenza sulle donne è ancora un problema grave. Quale messaggio vorresti rivolgere alle donne che vivono situazioni simili?
Denunciate, denunciate e state sempre in allerta. So che non è un bel messaggio, ma oggi, vivendo a Milano, posso solo consigliare alle donne di prestare molta attenzione.

Quanto è importante, secondo te, non restare in silenzio davanti alla violenza?
È molto importante, perché spero che prima o poi possa portare a un cambiamento generale, a leggi diverse e a una scuola che insegni ai ragazzi come relazionarsi con gli altri e con il mondo.
Quali sono le tue passioni fuori dal lavoro?
Le mie passioni sono lo sport e i viaggi. Pratico diversi sport: nuoto, paracadutismo, sci e arrampicata. Insomma, amo tutto ciò che regala adrenalina. Il nuoto, in particolare, mi appassiona per il mondo subacqueo.
A quali progetti stai lavorando attualmente?
Sto lavorando a due progetti: uno televisivo e uno di carattere documentaristico. Spero di poterne parlare presto.
Qual è il tuo prossimo obiettivo professionale?
Finalmente non ho obiettivi professionali rigidi. Ho capito che l’importante è godermi il presente, guadagnare per viaggiare e far stare bene le persone che amo. Voglio continuare a esplorare il mondo! Oggi vivo molto di più il presente, cosa che prima non riuscivo a fare. Ho sempre pensato al futuro, vivendo con ansia e correndo continuamente. Viaggiare e conoscere culture diverse ha cambiato la mia prospettiva e il mio modo di guardare le cose.