Una vita trascorsa nel mondo del lavoro, una professione che richiede attenzione e responsabilità e, soprattutto, un sogno coltivato fin dall’infanzia: quello della radio. Domenico Iannone racconta il suo percorso, le sue passioni e i progetti che desidera continuare a realizzare.
Ci parli un po’ di te e della tua storia? Vorremmo conoscerti meglio.
Ho sempre svolto il lavoro di impiegato e ho costruito la mia vita professionale principalmente in questo settore. Oggi lavoro per una società che ha un appalto presso CityLife. Il mio compito consiste nel controllare sette computer che mi segnalano eventuali criticità o problemi relativi agli impianti elettrici, idrici e idraulici, oltre agli aspetti legati alla sicurezza delle diverse strutture commerciali presenti nell’area.
È un lavoro che richiede attenzione e responsabilità, ma nella mia vita c’è sempre stata una grande passione che mi accompagna praticamente da quando ero bambino: la radio.
Quindi, se avessi potuto scegliere liberamente il tuo percorso professionale, avresti scelto il mondo della radio?
Assolutamente sì. Da quando avevo cinque o sei anni, ascoltando la radio, ho sempre sognato di diventare uno speaker radiofonico. Ricordo con grande piacere programmi che hanno fatto la storia della radio italiana, come Alto Gradimento di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, oltre all’arrivo delle prime radio private.
Rimanevo affascinato da quel mondo, dalle voci, dalla musica e dalla capacità della radio di entrare direttamente nelle case e nella vita delle persone. Quel sogno non mi ha mai abbandonato.
Oltre alla radio, quali sono le tue più grandi passioni?
Amo molto viaggiare. Mi piace conoscere nuove città, scoprire paesaggi diversi e visitare luoghi che non conosco. Ogni viaggio rappresenta per me un’opportunità per scoprire qualcosa di nuovo.
Una delle mie grandi passioni è anche quella per le chiese antiche. Mi piace osservarle, ammirarne l’architettura e conoscere, attraverso questi luoghi, la storia che custodiscono. Trovo che abbiano un fascino davvero particolare.
Hai praticato sport durante la tua vita?
Sì, soprattutto da ragazzo. Ho giocato a calcio e anche a basket. Lo sport ha fatto parte della mia giovinezza e mi ha regalato sicuramente tanti bei momenti.
Oggi, invece, non riesco più a praticarlo con la stessa costanza. Non mi alleno da molti anni e, sinceramente, non ho più l’età di una volta. Però amo camminare molto quando ne ho la possibilità. È un’attività che mi permette di muovermi e, allo stesso tempo, di godermi ciò che mi circonda.


A cosa stai lavorando in questo momento?
Attualmente porto avanti con grande entusiasmo la mia trasmissione radiofonica. Per me rappresenta qualcosa di molto importante, perché mi permette di vivere concretamente quella passione che ho coltivato fin da bambino.
La radio continua a regalarmi emozioni e stimoli e mi piacerebbe continuare a crescere in questo mondo, sperimentando e creando nuovi contenuti.
Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Oggi il mio desiderio più grande è vivere serenamente. Con il passare degli anni ho imparato ad apprezzare sempre di più la tranquillità e le cose semplici.
Naturalmente, uno dei miei sogni è continuare a condurre la mia trasmissione radiofonica. Mi piacerebbe anche inventare e realizzare un nuovo format radiofonico, qualcosa di originale che possa coinvolgere e appassionare gli ascoltatori.
Credo che sia importante continuare ad avere dei sogni, indipendentemente dall’età. Io, in fondo, sono ancora quel bambino di cinque o sei anni che ascoltava la radio con grande entusiasmo e immaginava, un giorno, di poter essere dall’altra parte del microfono.
Un sogno nato da bambino e mai abbandonato. Per Domenico Iannone la radio non è soltanto una passione, ma un filo conduttore che attraversa la sua storia personale e continua ancora oggi a indicargli nuovi progetti e nuove possibilità.